venerdì 29 dicembre 2006

La Società Adriatica di Speleologia ha sempre avuto un particolare rapporto con l'abisso di Trebiciano (n. 17 VG). Questo legame nasce dal fatto che la grotta, da varie decine di anni, è stata presa in affitto dal Rammento come, fra le risate ed i cori, non mancasse mai una bottiglia di buon vino a scacciare dalle ossa il freddo e l'umidità.

In contrapposizione a questi momenti spensierati, gruppo e da allora gestita autonomamente, sia per quanto riguarda gli aspetti tecnici (allestimenti interni) che scientifici (studi ed esplorazioni).
Anch'io ho vissuto molte ore della mia attività speleologica all'interno di questi pozzi ed ho vari ricordi che mi riportano specificatamente a questa cavità. Vi sono due momenti, in particolare, che mi ricordano l'abisso. Il primo riguarda gli anni settanta. Allora ero giovanissimo e non credevo quasi possibile di poter partecipare attivamente all'installazione delle scalette fisse nei primi pozzi. Non eravamo in tanti, mi ricordo il mitico Erwin Pichl e la cara Isabella Abbona, e qualche altro speleo di cui non identifico più il nome. Si lavorava in allegria, spesso di notte, posizionando scale, fissando staffe metalliche e facendo piccole gettate di cemento. mi ricordo anche il lavoro fatto alcuni anni dopo, nel 1990, quando abbiamo avviato le attività per rifare completamente il rilievo della cavità. C'erano varie squadre, ma alla fine la parte più pesante del rilievo e l'attività di coordinamento è stata svolta dal sottoscritto e dall'amico Gabriele Crevatin. Si è trattato di un lavoro lungo, complesso e impegnativo. Non sono mancati i momenti di sconforto quando i vari pezzi del rilievo non combaciavano in alcun modo, ma c'è stata anche tanta soddisfazione quando, in occasione della chiusura della poligonale perimetrale della caverna Lindner, è emerso un errore inferiore al metro (e chi conosce le dimensioni di questa caverna può capire cosa voglia dire).
E' da un po' di tempo che non scendo più nell'abisso di Trebiciano ed ho quindi un pizzico di nostalgia, sia per i bei momenti passati al suo interno, sia per lo spettacolo eccezionale del Timavo che scorre nell'ampia caverna terminale. Devo rimediare al più presto, magari facendo qualche bella foto da pubblicare sul blog.
L'immagine allegata (penso sia una foto Halupca) mi ritrae alla base dei pozzi, alla sommità della collina di sabbia presente nella caverna Lindner.

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posted by Paolo at 17:57 |


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