giovedì 25 settembre 2008
Ma non si sente il rumore del fiume…” Con queste parole Federico mi ha esternato la sua sorpresa quando, finalmente giunti alla fine dei pozzi verticali, siamo entrati nella grande Caverna Lindner, parte profonda dell’Abisso di Trebiciano. E’ vero, chi ha tante volte immaginato di scendere in questa grotta per incontrare il mitico fiume sotterraneo, spesso pensa ad uno scorrere violento dell’acqua, con rapide, schiuma ed un forte frastuono.
In realtà, il Timavo fluisce ad una quota media di circa 15 metri sul livello del mare, per cui non c’è spazio per salti e cascate, ma solo per uno scivolare lento e svogliato dell’acqua.
Infatti non è il fiume (almeno nelle sue condizioni normali di portata) a caratterizzare questa parte della grotta, ma la vastità della caverna, il vuoto scavato nella pietra, lo spazio conquistato nei millenni dall’inesorabile lavorio della massa idrica in movimento. Quello che colpisce veramente è l’assenza di pareti vicine, l’indefinibilità dei volumi d’aria che ti circondano, la mancanza di riferimenti certi, i suoni smorzati che rotolano lontano e si ricorrono in un brontolio confuso. Secondo me è questa la vera bellezza di questa grotta: una serie di pozzi (spesso anche brutti) attrezzati con cavi e scalette che ti permettono di scendere in profondità e sotto, improvvisa e quasi violenta, la maestosità della grande caverna. Sono sceso tantissime volte e sempre sono stato assalito da queste sensazioni: affacciarsi nel pieno che si è fatto vuoto, in uno spazio ampio ed oscuro che, per quanto preparato, non ti aspetti veramente.

Domenica ho accompagnato due amici sul fondo dell’Abisso di Trebiciano. Spero che abbiano avvertito e compreso anche loro il particolare fascino di questo luogo.

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posted by Paolo at 07:16 |


1 Comments:


At 27/9/08 12:35 AM, Blogger trekker

Ciao Paolo,
sono capitato per caso nel tuo blog e mi sembra molto interessante, almeno per il poco che ho letto.
Tornerò a leggerti sicuramente.
Ciao